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La Scienza dell'Autorealizzazione

Inizia a meditare

 

Un modo semplice di iniziare la pratica

Scegli una posizione comoda. Stare seduti su una sedia mantenendo la schiena eretta è la cosa più semplice da fare. Elimina dal tuo ambiente le fonti di rumore e disturbo. Puoi sedere a gambe incrociate (esempio: posizione perfetta, del loto o del mezzo loto) solo se sai farlo bene. E' sufficiente avere anche solo una tensione minima durante la pratica per far sì che tutta la concentrazione fluisca su quella specifica tensione, rendendo inefficace la sessione. La posizione da seduti su una sedia viene detta “posizione della sedia egizia” ed è la più semplice.

Inizia la pratica pregando mentalmente; rivolgiti a Dio con il cuore, comunque tu sia in grado di concepirlo. Ripetere qualcosa meccanicamente non è di molto valore, se non senti al livello del cuore ciò che stai affermando. Prega in Dio e non a Dio: non è separato da te. Non è una differenza di poco conto: se preghi “a” Dio, stai mantenendo nella tua mente un senso di separazione; se ti impegni per pregare “in” Dio, stai cercando di fare l’opposto.

Inala profondamente, tendendo il corpo. Trattieni il respiro (in apnea) per qualche secondo ed esala con una doppia espirazione (una più corta e una più lunga, consecutivamente), rilasciando la tensione. Le tre fasi dovrebbero avere all'incirca la stessa durata. Non cercare di superare le tue possibilità. Non sforzarti. Ripeti questa procedura tre o quattro volte. Lo scopo di questa pratica specifica è di ottenere uno stato il più possibile profondo di rilassamento.

Concentrati nel punto in mezzo alle sopracciglia (l'occhio spirituale). Potresti riuscire a vedere una luce interiore, ma non sforzarti di voler vedere qualcosa a tutti i costi, se non ci riesci. Respira normalmente, lasciando che il respiro segua il suo ritmo. Non cercare di forzarlo. Non aggrottare le sopracciglia e non tenere la fronte in uno stato di tensione.

Continua ad osservare il tuo respiro e ripeti mentalmente il mantra Hong con l'inalazione e so con l'esalazione. Hong so è un antico mantra sanscrito. Se lo preferisci, puoi usare anche So Ham (So con l’inalazione e Ham con l’esalazione). Vai avanti così per almeno 10-15 minuti. Se ti accorgi di perdere l'attenzione, apri gli occhi, guarda per una decina di secondi davanti a te, dopodiché richiudili e inizia nuovamente con la pratica di questa tecnica. Importante: i pensieri entreranno comunque nella tua mente. Il segreto consiste semplicemente nell’ignorarli. Se non dirigi attenzione su un pensiero, non lo alimenti e cesserà di esistere.

Dopo qualche minuto di pratica, se riesci, cerca di immergere la tua consapevolezza nel mantra e di “essere il mantra”, piuttosto di recitarlo. Tanto più la tua pratica sarà profonda, tanto più riuscirai a farlo. Paramahansa Yogananda definiva Hong so come il “piccolo Kriya”. Riusciva a praticare questa tecnica anche per sette-otto ore consecutivamente. Non pensare che sia una tecnica “da poco”. L'osservazione del respiro in alcuni sentieri spirituali è la pratica più elevata disponibile. Potresti impiegare anni per padroneggiarla.

Dopo un po' di tempo, smetti di praticare la tecnica. Lasciati assorbire dalla contemplazione della luce interiore e dal silenzio. Rimani in quello stato attivo di pace vigile mantenendo lo sguardo sull’occhio spirituale per almeno 5-10 minuti o più. E' in quel momento che le influenze supercoscienti possono essere più attive e illuminarti mente e coscienza.

Quando ti senti propenso, chiudi la sessione e ritorna alle tue attività normali. Consiglio sempre di recitare mentalmente una preghiera di chiusura. Anche in questo caso, prega con il cuore e non ripetere meccanicamente qualcosa che per te non ha un senso reale.


 

 

 

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